D’improvviso

d’improvviso gli occhi si illuminarono in una strana maniera, quasi tristemente, o peggio, angosciamente.

cosa può essere saltato in mente dopo un tale scatto, cambiamento, tanto radicale e improvviso?

non si intonano più col sole che dal cielo emanava colore, non rispecchiavano ciò che realmente esiste dietro questo sguardo che, generalmente, quando la luce in alto va a mancare, illuminavano.

Forse si erano annoiati a mostrare lo stesso aspetto ripetutamente, giorno per giorno. Si saranno lasciati andare e nel cogliere, l’apparente impercettibile, differenza, si resero conto che cercavano di scappare proprio da tutto ciò.

settembre

quanto tempo è passato, quanti giorni corrono l’uno dopo l’altro per far andare avanti il mondo quando – in realtà- non c’è niente che dovrebbe andare.

Vorrei si fermasse tutto, si, lo ammetto. La paura, fin’ora mai provata, di crescere e di andare avanti è direttamente proporzionata al tempo che non si cura delle mie parole – delle mie paure- e scorre lo stesso ad una velocità disarmante.

è una nuova stagione; dovrebbe essere un nuovo inizio, un nuovo cambiamento, anche se – onestamente- non vorrei tante cose.

Mi basterebbe solo una cosa, tu.

osservare o agire?

e forse l’osservare invece di agire è la cosa sbagliata.

Ha avuto le occasioni che stava aspettando e le sono scivolate da mano per paura, per paranoie, per costrizoni, per troppe cose.
e quindi ora cosa fare?

Prova ciò che rimane, ma vedere -sempre e solo guardare- che anche quel briciolo di aspirazione, speranza, immaginazione, svanisce in un secondo è sempre un impatto fin troppo forte.


allorquando la sua mente smetterà di sbattere, probabilmente capirà il da farsi, il giusto comportamento, la buona regola; fino a quel momento si lascerà trasportare da sé stessa e le circostanze, e non c’è cosa più triste.