È tutto finto?

Tutto questo non sembra reale, non è reale. Ho commesso uno sbaglio che ha portato a un dolore indescrivibile

Sembra un mondo parallelo, non è così? Spero sia così. Con tutto il cuore immagino che sia un enorme incubo, un crudele scherzo, tutto quel tormento ha fatto riaffiorare ogni dolore e ogni sentimento sparito ormai da tempo

ed è tornato tutto più forte di prima, un tornado ancora più potente e pericoloso di prima, non si può bloccare – o meglio- non lo so fermare in alcun modo; ci ho provato davvero, anche con i metodi sbagliati, ma ci ho provato.

Ora non so se si calmerà mai, ora credo solo che non mi rimanga tanto tempo altro da scontare. Concepisco sia un immagine a dir poco drastica e pessimista, ma come posso immaginare qualcosa di diverso quando tutto ciò che sta sotto i miei occhi è solo dolore?

io, davvero, non lo so

La porta

aprendo ogni stanza cosa vorresti trovare?
Non potrai sapere se ci sarà ciò che ti è venuto in mente o la cosa meno probabile che la tua mente possa concepire finché non apri.


Allora perché non aprire?
È la paura? colei che ti porta là davanti a quella porta che immaginavi piccola, facile da scavalcare, mentre arrivandole di fronte non riesci a vedere la fine da tanta la grandezza.


Sei davanti alla porta; inizi a sudare freddo, tremare dentro. Senti il sangue scorrere più velocemente del normale, il cuore battere più forte di quanto tu riesca a concepire.


  e quindi cosa fai?
Ti fermerai a guardarla o proverai ad aprirla?

particelle

ma guarda come le particelle si muovono freneticamente in un raggio di sole che attraversa le mura che stanno strette.
Vedi come andranno a fare qualcosa di cui tu non sei a conoscenza, ma forse vorrebbero comunicartelo.


Saperti dire anche solo una parola, un suono, per esprimere -per una volta-ciò che provano nell’incalzante ballo.


Sarebbe bello danzare come loro fanno, libere pur seguendo uno schema; si divertiranno o magari moriranno dalla stanchezza di farlo in continuazione.
Una volta dopo l’altra, secondo dopo secondo; sarà pur quello il loro compito, ma chi dice che non vorrebbero provare ad essere proprio come te.


Te che non vedi ciò che realmente possiedi, che nel profondo hai – e che mentri tu le osservi- loro ti guardano con occhi sognanti.
o magari con occhi disprezzanti.

osservare o agire?

e forse l’osservare invece di agire è la cosa sbagliata.

Ha avuto le occasioni che stava aspettando e le sono scivolate da mano per paura, per paranoie, per costrizoni, per troppe cose.
e quindi ora cosa fare?

Prova ciò che rimane, ma vedere -sempre e solo guardare- che anche quel briciolo di aspirazione, speranza, immaginazione, svanisce in un secondo è sempre un impatto fin troppo forte.


allorquando la sua mente smetterà di sbattere, probabilmente capirà il da farsi, il giusto comportamento, la buona regola; fino a quel momento si lascerà trasportare da sé stessa e le circostanze, e non c’è cosa più triste.

Qualcuno

che qualcuno accompagni quelle anime che da tempo camminano desolate con in testa, solo, un sogno soffuso; che camminano giusto per camminare, che fanno tutto giusto per fare.

coloro che guardano la luce infastiditi invece di inseguirla, che desiderano talmente tante cose da non fare niente.

non bastano scuse, non basta l’apparenza, ad ogni azione corrisponde una reazione.

sentire la reazione da vicino e appurarla può distruggere, tu guardala e sorridi.

Sbagliato

quanto avrei voluto un cambiamento diverso.

Il cambiamento lo volevo, ero stanca di ciò che faceva prima, però ne volevo uno positivo; uno di quei cambiamenti che ti fanno alzare col sorriso e dire che forse ne vale la pena, ma così non fu -anzi accadde il contrario-.


non sapeva ben definire ciò che accaddeva, tutte le persone che ad un tratto si sono girate dall’altra parte e hanno camminato per la loro strada -senza di me-, e soprattutto non riuscivo ad arrivare ad una soluzione, ad una risposta grazie al quale avrebbe provato a mettere il cuore in pace.

Purtroppo nessuno parve disposto a farlo, assolutamente nessuno.

Tutto un dramma

Faceva davvero di tutto un dramma?

Si faceva spesso questa domanda, non sapeva bene che risposta darsi; molte volte scherzava anche, viveva di distopie esagerate per cercare di proteggere la sua mente da ciò che poteva succedere.

Come fa a sapere la verità?

Non può semplicemente, e questo le deva troppo fastidio. Non voleva pesare su nessuno, non era questo il suo intento.

non sapeva neanche lei quale fosse il suo intento, non sapeva neanche questo.

Mi perdo

Come mio solito penso e basta.

È un pensare anch’esso complesso perché in qualche modo finisco per perdermi e non ragionare.

Mi svuoto; svuoto la testa, i pensieri, tutto.

E divento un corpo che fissa il cielo. Un corpo che si perde a guardare le stelle che, non so come, mi fanno sentire a casa.

Passerei nottate, ore e ore a guardarle. Mi piace pensare che in qualche modo mi aiutino.

Le cose che ho intorno

Le cose che ho intorno mi stanno spegnendo, una più dell’altra.

Troppe cose insieme: sentimenti che si spengono, colpe che vengono date a caso, urla che vengono ascoltate e paure che nascono.

Il cuore batte troppo forte, fa male, non riesco ad arginare il dolore, ma va bene.

È un po’ triste, anzi più che triste mi sa di scontato, le solite cose che senti e che da un orecchio adulto sembrano esagerate. Beh può essere vero, possono essere esagerate, ma è il bisogno di capire cosa si ha ad esagerare; però dovrei smettere anche di parlare in generale -è abbastanza inutile- però esce spontaneo, pazzesco.