Qualcuno

che qualcuno accompagni quelle anime che da tempo camminano desolate con in testa, solo, un sogno soffuso; che camminano giusto per camminare, che fanno tutto giusto per fare.

coloro che guardano la luce infastiditi invece di inseguirla, che desiderano talmente tante cose da non fare niente.

non bastano scuse, non basta l’apparenza, ad ogni azione corrisponde una reazione.

sentire la reazione da vicino e appurarla può distruggere, tu guardala e sorridi.

Sbagliato

quanto avrei voluto un cambiamento diverso.

Il cambiamento lo volevo, ero stanca di ciò che faceva prima, però ne volevo uno positivo; uno di quei cambiamenti che ti fanno alzare col sorriso e dire che forse ne vale la pena, ma così non fu -anzi accadde il contrario-.


non sapeva ben definire ciò che accaddeva, tutte le persone che ad un tratto si sono girate dall’altra parte e hanno camminato per la loro strada -senza di me-, e soprattutto non riuscivo ad arrivare ad una soluzione, ad una risposta grazie al quale avrebbe provato a mettere il cuore in pace.

Purtroppo nessuno parve disposto a farlo, assolutamente nessuno.

Tutto un dramma

Faceva davvero di tutto un dramma?

Si faceva spesso questa domanda, non sapeva bene che risposta darsi; molte volte scherzava anche, viveva di distopie esagerate per cercare di proteggere la sua mente da ciò che poteva succedere.

Come fa a sapere la verità?

Non può semplicemente, e questo le deva troppo fastidio. Non voleva pesare su nessuno, non era questo il suo intento.

non sapeva neanche lei quale fosse il suo intento, non sapeva neanche questo.

Mi perdo

Come mio solito penso e basta.

È un pensare anch’esso complesso perché in qualche modo finisco per perdermi e non ragionare.

Mi svuoto; svuoto la testa, i pensieri, tutto.

E divento un corpo che fissa il cielo. Un corpo che si perde a guardare le stelle che, non so come, mi fanno sentire a casa.

Passerei nottate, ore e ore a guardarle. Mi piace pensare che in qualche modo mi aiutino.

Le cose che ho intorno

Le cose che ho intorno mi stanno spegnendo, una più dell’altra.

Troppe cose insieme: sentimenti che si spengono, colpe che vengono date a caso, urla che vengono ascoltate e paure che nascono.

Il cuore batte troppo forte, fa male, non riesco ad arginare il dolore, ma va bene.

È un po’ triste, anzi più che triste mi sa di scontato, le solite cose che senti e che da un orecchio adulto sembrano esagerate. Beh può essere vero, possono essere esagerate, ma è il bisogno di capire cosa si ha ad esagerare; però dovrei smettere anche di parlare in generale -è abbastanza inutile- però esce spontaneo, pazzesco.

Arte

Scrivevo quel che pensavo, convincendomi che fosse sbagliato. Per nessun motivo.

Mi chiedo se un’artista, di qualsiasi genere, trovi bella la sua arte. Mi servirebbe solo per avere una considerazione in più, artista di certo non sono.

Fantasia

Mi manca quel tocco di fantasia che mi servirebbe, ma sfortunatamente per me manca. Poi, oddio, potrebbe esserci, ma io sono impegnata a pensare ad altro.

Altro che non è importante, altro che è paragonabile al superfluo.

Spesso penso a come io abbia iniziato tutto questo giro.

Sono arrivata a pensare al perché non ho reagito come altre persone che si sono disperata per giorni e giorni, mentre io dopo la prima ora, in cui mi è mancata tremendamente l’aria e non capivo più niente, ho iniziato a non sentire più questo dolore. Le lacrime c’erano, eccome se c’erano, ma cercavo di non farlo pesare a quelle povere anime che stavano patendo l’inferno per l’ennesima volta.

Mi dispiace anche che io abbia compreso che per quelle persone che mi stanno di fianco ogni giorno, io, non proverò mai un amore e un’affintià che generalmente esiste e persiste.