Mi perdo

Come mio solito penso e basta.

È un pensare anch’esso complesso perché in qualche modo finisco per perdermi e non ragionare.

Mi svuoto; svuoto la testa, i pensieri, tutto.

E divento un corpo che fissa il cielo. Un corpo che si perde a guardare le stelle che, non so come, mi fanno sentire a casa.

Passerei nottate, ore e ore a guardarle. Mi piace pensare che in qualche modo mi aiutino.

6 pensieri riguardo “Mi perdo

  1. Ti aiutano perché ti rendi conto che tutti i nostri problemi sono limitati al nostro pianeta, quindi è come se venissero ridimensionati.
    L’universo, di noi, se ne frega altamente.

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  2. Vi chiedo: perché aspiriamo all’altezza del cielo e non alla profondità della terra?

    Da sempre l’uomo è affascinato dalle stelle, che ci danno un senso di eterno. Da Kant a Leopardi. Io anche lo adoro, il perdermi nell’infinità del cielo, perché in quel nero, quel vuoto, posso far espandere la mia anima. Cosi l’universo sono io, quel vuoto sono io.

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  3. Anche io mi trovo spesso a guardare il cielo notturno. Quando è sgombero, e si vedono le stelle, quel riverbero mi ipnotizza. Le stelle mi rendono malinconico perchè non riesco a parlare con loro, non mi rispondono, mi vedo immobile per ore in cerca di consolazione senza ottenerla. Ma le stelle fanno anche paura, perché sono tante, ti osservano in silenzio, rimangono immobili, sono punti fissi e conservano dentro di loro troppa autorità. Il giorno che vedró che addirittura potranno muoversi, l’idea che che possano avvicinarsi mi terrorizza. Eppure continuo a guardarle, e vorrei esserne partecipe.

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  4. Riuscire a “svuotare” la mente è cosa assai ardua, brava.
    In genere per farlo io impiego 40 minuti di rebirthing o di reiki o ore di meditazione…e quello che chiamerò “svuotamento” dura pochi istanti.
    …proprio come te però il cielo, il cielo di notte…mi porta via.

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  5. Anche io, da giovane, provavo le stesse sensazioni descritte nel bellissimo e profondo pensiero (e nei suoi commenti); e le sento ancora mie, anche oggi, che tanto giovane non lo sono più! Poi, un giorno, mentre ascoltavo un’intervista della grande scienziata Margherita Hack, mi colpì e mi fece riflettere un inciso: “Mi affascina e mi appare più complesso un fiore, qui, sulla terra, assai più di una stella in cielo!”, così disse la scienziata, con quel suo sorriso sornione e quel suo inconfondibile, accento toscano! Forse l’universo ci affascina perchè rappresenta la nostra voglia di scappare, di evadere da un mondo troppo spesso ostile, che non ci capisce e non ci gratifica come meriteremmo…forse…non so…non ho risposte certe da dare. Eppure torno spesso a pensare allo cose mirabili della terra che ci circondano!

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